O tempora, o mores!

Qualche tempo fa ho letto su Repubblica.it un articolo su questo nuovo social network, un nuovo sito di chat. Sito francese, in poco tempo ha raggiunto un numero impressionante di iscritti. Quale è la sua particolarità? Semplice, si rivolge a gente sposata che vuole “incontrare” altra gente sposata. Insomma, si fa tutto alla luce del sole, senza bisogno di nascondere la fede al dito. Perché là, sono tutti sulla stessa barca.

Questa cosa mi ha lasciato perplessa. Come lo scoprire che ormai un sacco di gente comunica solo tramite Facebook. Per darsi un appuntamento, per annunciare una nascita e – cosa che ho trovato raccapricciante – per inviare le condoglianze. Con un gesto solo, raggiungi un sacco di persone. E questo, è davvero sempre e comunque una cosa positiva?

Tornando al sito married-only, devo dire che l’idea mi ha piuttosto disgustato. Non per essere bigotta, ma a me sembra davvero un modo per legittimare l’idea del tradimento. Non vivo nel mondo delle favole, so benissimo che il tradimento è più comune di quanto si pensi, so benissimo che ogni giorno uomini e donne, integerrimi coniugi nella vita reale, si connettono in chat, magari fingendo di essere una persona diversa, alla ricerca di… qualcosa, di un brivido, un’emozione diversa.

Solo che legittimarlo in questo modo, ecco a me sembra davvero un decadimento dei costumi, che mi mette un certo disagio. è davvero giusto che questa commistione tra realtà e mondo virtuale implichi l’assenza totale di ogni limite? E che tutto diventi di colpo socialmente accettabile?

Mr President, tear down this wall!

Sono passati vent’anni da quella sera. Me lo ricordo come se fosse ieri.

Peccato che di muri da abbattere, sia reali che virtuali, in giro per il mondo ce ne siano ancora troppi.

Ecce homo

Ieri sera ho finalmente capito cosa vuol dire la famosa frase:

“Quando arriveranno QUELLE VERE, vedrai che le riconosci!”

Una sola, abbastanza intensa. Durata un minuto, poco più. Caso isolato, almeno per ora, il cui messaggio non era “Ci siamo”, ma semplicemente “Ci stiamo preparando”. La prima vera contrazione. Urca.

Oltre a questo, io che speravo di aver finito con svariati esami e buchi sui bracci, ho scoperto che  manca un esame di controllo dell’ultimo trimestre e che dovrò approfondire un risultato (nulla di grave, da quel che mi hanno detto in reparto, solo uno scrupolo in più). Vabbè. Dopo la nascita del nanerottolo, spero che lascino in pace le mie braccia martoriate, almeno per un pò.

Annuntio vobis…

gaudium magnum…

IL NANEROTTOLO IRRIVERENTE si è GIRATO!!!

Stamattina alla visista era lì, tranquillo tranquillo con la testina al posto giusto. A quanto pare ho ancora parecchio liquido, ed è per questo che si muove così tanto. Eh sì, per quello non ha ancora saturato lo spazio disponibile… Tuttavia, le misure raggiunte tenderebbero a escludere ulteriori e radicali capovolgimenti di fronte. La dottoressa dell’ospedale ha perciò sentenziato “Signora, ci vediamo in sala parto”.

Sospiro di sollievo. Grazie a tutte per il sostegno!

Fervono i preparativi

preparativi 002

La bella lavanderina

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Bedtime

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Mezzi di locomozione

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Ogni promessa è debito...

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Fasciatoio homemade

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Tutto pronto per partire...

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... e per tornare!

Capovolgimenti

Pensavo di reagire diversamente. Pensavo che avvicinandomi al parto, avrei cominciato ad avere paura. Temevo di leggere e avere notizie più precise sulla fisiologia dell’evento. E invece, mi sbagliavo. Ho ripreso a leggere il libro che mi è stato prestato, ho letto i capitoli sul parto e sono rimasta sorpresa dalla mia tranquillità e dal fatto che saperne di più, non mi ha spaventato affatto. Anzi, ha rafforzato ulteriormente la mia tranquillità. Perché è un evento naturale, e mi sono resa conto che il nostro corpo è programmato per questo, e sa esattamente cosa deve fare e in che tempi.

Rimaneva un unico timore, e cioè che i medici siano costretti a forzare in qualche modo il corso naturale degli eventi. In particolare, temo il parto indotto oltre la scadenza. Nell’ospedale dove partorirò, i protocolli impongono il ricovero e l’induzione alle 41+3, qualunque sia lo stato di salute di mamma e bimbo. Io dico ok tenere sotto controllo, ok non mettere a rischio nessuno, però in fondo queste scadenze sono tutte convenzionali, e se per il tuo corpo non è ancora scattata l’ora X, evidentemente un motivo c’è. Magari mi sbaglio.

Diversi i miei sentimenti verso la prospettiva del cesareo. Sono fermamente convinta (e ho anche riscontri diretti in questo senso) che nessun medico decida di ricorrere a un cesareo - programmato o d’urgenza – se non è strettamente necessario. Pertanto , nonostante sia l’intervento medico più invasivo in assoluto (sempre parlando di nascita, ovvio),  lo accetto con una rassegnazione diversa, perché non metterei mai a repentaglio la salute mia e soprattutto quella del mio bambino. Quel che s’ha da fare, si fa. Anche se con una punta di dispiacere, per non poter concludere con altrettanta naturalezza il bel percorso che ci ha portato fin qua.

Due settimane fa, all’ultimo ecografia, il nanerottolo dispettoso era podalico. Negli ultimi 4 mesi, le ecografie hanno documentatp almeno 4 cambiamenti di posizione… In questi giorni, continua ad essere molto vivace in pancia, ma io non riesco a capire in che posizione sta. Se si è girato, oppure no. Se è podalico o di traverso. Se ha capito da che parte è l’uscita e/o se abbia intenzione di raggiungerla. Dicono che la famosa capriola sia un movimento molto netto e distinto, e a me non pare di averlo avvertito. Sigh. Il tempo passa, la pancia si abbassa (che impressione!), io cerco di stare tranquilla. Mi ripeto come un mantra che si girerà, che ci sono molti casi di bimbi che all’ultimo momento disponibile, quando ormai la sala operatoria è praticamente inevitabile..ZAC! Si mettono bravi bravini a testa in giù. Tu sospiri, rifai le valigie, arrivederci e grazie e te ne torni a casetta ad aspettare che la natura faccia il suo corso. Nel frattempo, accetto anche abbastanza serenamente la prospettiva del taglio sulla pancia, non sarò la prima né l’ultima e poi ha anche i suoi lati positivi: insomma, sai che giorno nascerà tuo figlio (magari ti fanno pure scegliere, :-D ..), ti puoi organizzare, in 5 minuti ce l’hai tra le braccia, etc…

La sabbia scorre nella clessidra, io mi preparo ad affrontare gli ultimi esami e gli ultimi controlli, è tutto fissato. Soprattutto, la decisione della struttura ospedaliera a cui affidarsi, è ormai presa. La transizione dal mio ginecologo all’equipe dell’ospedale è quasi completa. Almeno fino a ieri sera, quando ricevo una telefonata da mia madre, che era appena stata dal gine per il suo ckeck-up annuale. Il doc vuole che lo chiami prima possibile. In sostanza, in caso di cesareo lui preferirebbe che mi rivolgessi ad un’altra struttura, dove lavora un suo collega di fiducia a cui mi raccomanderebbe. Anche alla luce della minicurva glicemica sballata (e questo devo ancora capire il perché, visto che l’esame di approfondimento ha escluso ogni forma di diabete gestazionale). Mi chiede di passare un’ultima volta da lui, per una visita e una chiacchierata sull’argomento.  Io ho una fiducia sconfinata nel mio gine, e non posso fare a meno di prendere in considerazione quanto mi dice.

Siamo d’accordo che ci risentiamo venerdì, dopo il controllo già programmato nell’ospedale A. Sicuramente faranno una eco e sapremo se il teppistello si è girato, e come vanno le cose in pancia. E poi si deciderà che fare.

Volevo lasciar fare alla natura, e invece devo ribaltare la prospettiva e ragionare sul cesareo.

Ero sicura della mia scelta per l’ospedale, e ora, alla luce del ribaltamento di cui sopra, mi trovo forse a dover rivedere anche questa certezza. 

Insomma, a quanto pare, tutto si capovolge…. e tu, nano, vuoi rimanere fermo nelle tue posizioni??? Daiiiiiiii!!

Buona samaritana

Avevo scritto un altro post, molto più articolato e dettagliato. Poi ho deciso che forse non era il caso di mettere in piazza affari di altre persone, e quindi vi racconterò il mio dubbio amletico senza indugiare troppo nei dettagli. Mi scuso già adesso se la narrazione ne risulterà un pò confusa.

Dunque, mio marito ha un amico, A., il quale circa 1 anno fa, in un raptus di follia, si è sposato in fretta e furia con una ragazza, clandestina. Tutti l’hanno sconsigliato e hanno cercato di riportarlo alla ragione, ma senza successo. Ora, e c’era da aspettarselo, il matrimonio vacilla. Visti i presupposti, potete immaginare che non si tratta della classica situazione da separazione imminente, con litigi, rivendicazioni e scaramucce da Guerra dei Roses. Vi assicuro che la situazione è molto, ma molto più delicata. E confusa. Ci sono troppe cose che non quadrano.

Una situazione da cui, mi dispiace, io vorrei stare fuori. E mi piacerebbe che  mio marito non si facesse coinvolgere più di tanto, anche se mi rendo conto che per lui è ben più complicato: si tratta pur sempre di un amico di lunga data.

Circa due settimane fa, riceviamo un invito a cena dalla ”coppia”. Strano, sapevamo che la situazione stava degenerando, lui stava già parlando di avvocati e separazione… io non sono molto entusiasta, mi sento un pò ipocrita (non ho mai fatto mistero della mia disapprovazione) però acconsento, in fondo è giusto dare una possibilità alle persone.

Due sere fa, al rientro da lavoro, trovo un messaggio di mio marito: “Sono da A. per problemi. Ci vediamo dopo”. Al ritorno è visibilmente stanco, si è trovato a mediare  tra i coniugi. Ripeto, la situazione è grave, e gli ultimi sviluppi di questi giorni la rendono ancora più confusa e complicata. Per darvi un idea,  A. lo ha chiamato a casa sua per avere un testimone in tribunale. Quindi la strada della separazione sembra intrapresa. O no?

Ieri sera, mio marito riceve un sms: “A. mi chiede se confermiamo la cena di domani“. Io non posso credere alle mie orecchie! A cena con loro? Chiedo se A. è impazzito o cosa. Per mio marito è solo una cena, e fa appello alla mia carità cristiana. Inizialmente lo assecondo, farei felice due persone (il maritino e A., che, seppur schizzato, è pur sempre una persona con un estremo bisogno di aiuto). Ma più passano le ore, più l’idea diventa fonte di stress. Ora non mi sento ipocrita, ma completamente e terribilmente a disagio. E ormai non si tratta di semplice disapprovazione nei confronti di una ragazza, che con ogni probabilità ha sfruttato e sta sfruttando A. e la sua immensa paura di rimanere solo… alla luce degli ultimi avvenimenti, sono sempre più convinta che lei sia coinvolta in un giro losco, potenzialmente pericoloso, e non voglio averci nulla a che fare.  Esprimo il disagio al consorte, il quale stamattina, declina l’invito con una scusa, che l’incintitudine per 9 mesi offre sempre appigli in questo senso.

Io non sono una buona samaritana, però credo di essere generalmente animata da sentimenti positivi, ho viaggiato parecchio e ritengo di avere una mentalità sufficientemente aperta. Tendenzialmente non penso male degli altri, e, le volte che una persona di primo acchito non mi piace, cerco di non farmi condizionare eccessivamente. E in questo caso?…

Sono stata eccessivamente rigida, e mi sono lasciata invero condizionare  da pregiudizi più o meno consci? Avrei dovuto, per amore di mio marito, fare buon viso a cattivo gioco? Sarebbe stato davvero un gesto di carità cristiana?

Risvegli

Come pensate che possa salutarvi vostro marito all’alba del primo giorno di maternità, mentre vi stiracchiate nel letto con la pioggia battente in sottofondo, Si diceva, quali pensate siano le prime parole del vostro consorte?

Buongiorno tesoro!

Hai dormito bene?

Sai cosa ho sognato stanotte?

NAAAAAAAAAAAAAAAAAA’ !!!!!

Le sue prime parole saranno: “Amore, MANCA UN MESE!!!!”. Il tutto detto saltando sul letto, con gli occhi che, sebbene siano ancora un pò stropicciati dal sonno, brillano di entusiasmo anche da sotto le palpebre. E a voi, mogli panzone, un sorriso increspa le labbra… sì, sono solo le sette e mezza ma in fondo potreste alzarvi e fare colazione insieme, che tanto dopo c’è tutta la giornata davanti, anche per infilarsi di nuovo sotto le coperte…  :-D

è bello quando…

…le uniche priorità di un freddo martedì mattina al lavoro sono:

  • pulizie di primaverdi scrivania e cassetti
  • archiviazione ultime scartoffie
  • cominciare il rito dei saluti a colleghi e superiori

E poi, sempre oggi, elettrocardiogramma. Un’altra voce spuntata, e la lista delle gravidiche incombenze cliniche si va assottigliando sempre più: quasi se ne vede la fine.

Sì, proprio bello.

The edge

Sono in preda alla tipica sindrome da ultimi giorni di scuola. Sei stanco e non vedi l’ora di poterti riposare un pò, di prenderti il tuo tempo e riorganizzarlo come più ti piace. Ma ti rendi anche conto che, a brevissimo, dovrai reinventarti, almeno per un pò. Che 3 mesi di vacanza passeranno presto, che quando torni ci saranno 3 mesi di esperienze alle spalle che renderanno te e i tuoi compagni diversi. Felicità, tanta, e una leggera nota di malinconia.

Ultima settimana intera di lavoro.

Ironia della sorte, a fine settimana scade anche il mio abbonamento in palestra, e, naturalmente, non ha senso rinnovarlo adesso.

Palestra e lavoro, in pratica buona parte della mia routine quotidiana, si fanno da parte. Almeno per un pò. Da un lato sono contenta e sollevata perché,  in particolare sul lavoro, sento la stanchezza che affiora (soprattutto per i 30 km di strada che separano la mia casetta dalla mia scrivania). Dall’altro, penso che se sono arrivata quasi senza accorgermi alla soglia del 9° mese, attiva e in forze e con una serenità d’animo impensabile, sia un pò anche merito di questo tran tran. Mi chiedo se questo ultimo mese non diventerà improvvisamente pesante e luuuuuuungo, molto luuuuungo, infinito.

E poi, e poi… una sensazione simile l’ho provata alla vigilia della licenza matrimoniale. Una sensazione strana, la consapevolezza che saluterai i colleghi da “Signorina” e li ritroverai “da Signora”. Sapevo che, titoli a parte, sarebbero cambiate tante cose: un marito, una casa, la cena da preparare. Orari da tarare in modo nuovo, per far fronte ad esigenze nuove.

Mi fece un certo effetto, ricordo.  Ma è che solo lontanamente  paragonabile alla pioggia di emozioni che attraversa la mia mente al pensiero che, quando, tra un pò di mesi, varcherò di nuovo la soglia di una ritrovata e profondamente rinnovata quotidianità, sarò MAMMA. 

Brivido lungo la schiena. 

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