Pensavo di reagire diversamente. Pensavo che avvicinandomi al parto, avrei cominciato ad avere paura. Temevo di leggere e avere notizie più precise sulla fisiologia dell’evento. E invece, mi sbagliavo. Ho ripreso a leggere il libro che mi è stato prestato, ho letto i capitoli sul parto e sono rimasta sorpresa dalla mia tranquillità e dal fatto che saperne di più, non mi ha spaventato affatto. Anzi, ha rafforzato ulteriormente la mia tranquillità. Perché è un evento naturale, e mi sono resa conto che il nostro corpo è programmato per questo, e sa esattamente cosa deve fare e in che tempi.
Rimaneva un unico timore, e cioè che i medici siano costretti a forzare in qualche modo il corso naturale degli eventi. In particolare, temo il parto indotto oltre la scadenza. Nell’ospedale dove partorirò, i protocolli impongono il ricovero e l’induzione alle 41+3, qualunque sia lo stato di salute di mamma e bimbo. Io dico ok tenere sotto controllo, ok non mettere a rischio nessuno, però in fondo queste scadenze sono tutte convenzionali, e se per il tuo corpo non è ancora scattata l’ora X, evidentemente un motivo c’è. Magari mi sbaglio.
Diversi i miei sentimenti verso la prospettiva del cesareo. Sono fermamente convinta (e ho anche riscontri diretti in questo senso) che nessun medico decida di ricorrere a un cesareo - programmato o d’urgenza – se non è strettamente necessario. Pertanto , nonostante sia l’intervento medico più invasivo in assoluto (sempre parlando di nascita, ovvio), lo accetto con una rassegnazione diversa, perché non metterei mai a repentaglio la salute mia e soprattutto quella del mio bambino. Quel che s’ha da fare, si fa. Anche se con una punta di dispiacere, per non poter concludere con altrettanta naturalezza il bel percorso che ci ha portato fin qua.
Due settimane fa, all’ultimo ecografia, il nanerottolo dispettoso era podalico. Negli ultimi 4 mesi, le ecografie hanno documentatp almeno 4 cambiamenti di posizione… In questi giorni, continua ad essere molto vivace in pancia, ma io non riesco a capire in che posizione sta. Se si è girato, oppure no. Se è podalico o di traverso. Se ha capito da che parte è l’uscita e/o se abbia intenzione di raggiungerla. Dicono che la famosa capriola sia un movimento molto netto e distinto, e a me non pare di averlo avvertito. Sigh. Il tempo passa, la pancia si abbassa (che impressione!), io cerco di stare tranquilla. Mi ripeto come un mantra che si girerà, che ci sono molti casi di bimbi che all’ultimo momento disponibile, quando ormai la sala operatoria è praticamente inevitabile..ZAC! Si mettono bravi bravini a testa in giù. Tu sospiri, rifai le valigie, arrivederci e grazie e te ne torni a casetta ad aspettare che la natura faccia il suo corso. Nel frattempo, accetto anche abbastanza serenamente la prospettiva del taglio sulla pancia, non sarò la prima né l’ultima e poi ha anche i suoi lati positivi: insomma, sai che giorno nascerà tuo figlio (magari ti fanno pure scegliere,
..), ti puoi organizzare, in 5 minuti ce l’hai tra le braccia, etc…
La sabbia scorre nella clessidra, io mi preparo ad affrontare gli ultimi esami e gli ultimi controlli, è tutto fissato. Soprattutto, la decisione della struttura ospedaliera a cui affidarsi, è ormai presa. La transizione dal mio ginecologo all’equipe dell’ospedale è quasi completa. Almeno fino a ieri sera, quando ricevo una telefonata da mia madre, che era appena stata dal gine per il suo ckeck-up annuale. Il doc vuole che lo chiami prima possibile. In sostanza, in caso di cesareo lui preferirebbe che mi rivolgessi ad un’altra struttura, dove lavora un suo collega di fiducia a cui mi raccomanderebbe. Anche alla luce della minicurva glicemica sballata (e questo devo ancora capire il perché, visto che l’esame di approfondimento ha escluso ogni forma di diabete gestazionale). Mi chiede di passare un’ultima volta da lui, per una visita e una chiacchierata sull’argomento. Io ho una fiducia sconfinata nel mio gine, e non posso fare a meno di prendere in considerazione quanto mi dice.
Siamo d’accordo che ci risentiamo venerdì, dopo il controllo già programmato nell’ospedale A. Sicuramente faranno una eco e sapremo se il teppistello si è girato, e come vanno le cose in pancia. E poi si deciderà che fare.
Volevo lasciar fare alla natura, e invece devo ribaltare la prospettiva e ragionare sul cesareo.
Ero sicura della mia scelta per l’ospedale, e ora, alla luce del ribaltamento di cui sopra, mi trovo forse a dover rivedere anche questa certezza.
Insomma, a quanto pare, tutto si capovolge…. e tu, nano, vuoi rimanere fermo nelle tue posizioni??? Daiiiiiiii!!
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