Giorni concitati, causati solo minimamente dall’approssimarsi della prima vacanza baby-muniti. Vacanza allo sbaraglio, per di più, dato che la settimana di ferie per la sottoscritta è stata una gentile concessione piovuta dal cielo un po’ all’improvviso. Detto, fatto, si parte. Ma senza prenotare: rapido giro su internet per verificare situazione agriturismi nella zona prescelta, e una volta accertato che non sono propriamente in overbooking nonostante sia la settimana clou delle vacanze, abbiamo optato per la soluzione “cerchiamo la sistemazione in loco”. Da un lato ci mettiamo al riparo da sgradevoli sorprese urca-ma-qui-non-è-come-in-foto – e magari è costato pure una fortuna – , dall’altro questa tecnica, con un bimbo 0.8 che necessita di un rimorchio solo per le sue cose, porta con sé una sottile ansia, a cui cerco di non pensare.
Ma non è l’unico salto che ci prepariamo ad affrontare un po’ ad occhi chiusi. Il Folletto sta affinando la tecnica, e ritenendo cosa abbastanza frivola e poco incline alla sua natura il semplice gattonamento, preferisce di gran lunga provare direttamente a camminare sulle sue gambe. Certo, per ora bisogna reggerlo saldamente e, diciamolo pure, alcuni fondamenti ancora gli sfuggono, vedi il fatto che preferisce stare sulle punte stile ballerina della Scala piuttosto che appoggiare a terra la pianta dell’adorato piedino. Ma temo che sia davvero questione di poco, e il “grande passo” si compirà. Quando accadrà, la felicità e l’orgoglio scacceranno il groppo che mi si sta già formando in gola, vero? Me lo ripeto come un mantra…
E mentre il piccoletto prepara il grande salto nel mondo dei bipedi, io sto seriamente valutando il mio personale salto nel mondo del MAC. Il portatile che uso a casa è ormai alla frutta, e oltretutto ce l’ho in comodato d’uso dall’Azienda… ergo, visto che ora per lavoro non mi serve, vorrei restituirlo io prima che me lo chiedano loro. Dopo lunghe riflessioni, tentennamenti vari, pro e contro snocciolati da fautori/detrattori, ho soppesato il tutto e sono propensa a “passare dall’altra parte della barricata”. Con un po’ di incoscienza, sapendo che dovrò disinstallare il mio programma mentale per l’utilizzo del computer e sostituirlo con il sistema operativo a forma di Mela, e che la cosa richiederà tempo (e già qui…) ed esercizio. Che mio marito, Apple-scettico, mi guarderà sempre con sguardo riprovevole e al primo uff! farà scattare la tiritera “ma-cosa-ti-sei-pensata-vedi-a-far-sempre-di-testa-tua”.
Eccoci qua, pronti o quasi a saltare. Un respiro profondo, occhi chiusi e prendiamo la rincorsa.







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