Archive for the 'Il grande libro delle chiacchiere' Category

Sembra ieri… era ieri!

Stralci di conversazioni follettesche.

1. Bagno, alle prese con la sempre più complessa operazione di cambio pannolino. Siamo al momento topico in cui il regal culetto viene messo sotto acqua.

” MAMMAA! è calda! TROPPO calda!”

no, fermi un attimo… fino a non molti mesi fa ACCA era parola universale dai molteplici e reconditi significati e adesso relativizziamo aggettivi come niente fosse?? Dov’è che mi sono persa?

2. Cucina, la mattina dopo suo compleanno.

“Mamma, no voj latte”  “Ah sì? E cosa ti dà la mamma?” “Voj fae colazione… dei glandi… co caffè!” Eh certo… il caffé ai 2 e per il 3° compleanno… facciamo spritz? Inutile dire che il suo è rimasto un pio desiderio, ma che impressione…

3. Sera, siamo ai riti della buonanotte. Dopo latte, cambio, pigiama e lavaggio dentini il nostro Folletto sale in camera con la mamma e si getta sul lettone. Subito però scende, si avvicina al comodino, prende la mia rivista e me la passa, poi prende il suo libretto ed esclama:

“Mamma! Anch’io LEGGIO!”

Ma allora, è proprio vero che ti distrai un attimo e sono già grandi!

4. Soggiorno, momento di gioco selvaggio, si sente un colpo e parte il piantino… vado da lui, mi guarda con occhi lacrimosi…

“Mamma! Fatto bua qvi… Mi dai un bacino?”

Fiuuuu… sospiro di sollievo. Posso godermelo ancora un po’.

Vita da spam

Prima questa:

La Fondazione XYZ (omettiamo per privacy)
è lieta di invitarLa al convegno

” AAA BB: CCCC”

Il giorno XX alle ore 10.00

Sala Polifunzionale
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Via Santa Maria in Via, 37 (eh???)

alla presenza dell’On. Ministro Paolo Romani (bono quello…)

Con il patrocinio del Senato della Repubblica. E’ d’obbligo la giacca e cravatta.
In allegato il programma dell’evento.

R.S.V.P. (sì, certo come no…)

Verifico bene, e il mittente risulta essere la segreteria del Vice Presidente del Senato…

Poi arriva  questa:
150° anniversario dell´Unità d´Italia

Per celebrare il 150° anniversario dell´Unità d´Italia, proponiamo il set composto da
stilografica verde, penna a sfera bianca e roller rosso della collezione Ipsilon (prodotto
da Aurora in edizione limitata di 1861 esemplari). Sul cappuccio cromato vi sono i nomi
degli uomini che con passione e coraggio hanno costruito il nostro Paese: Mazzini,
Cavour, Garibaldi, D´Azeglio, Cattaneo, Bixio, Vittorio Emanuele II, sulla clip è incisa
la scritta “Italia 150°”. Caricamento a cartuccia/converter, pennino in acciaio a punta
media. Il trittico Italia 150 si presenta in una bella confezione dedicata.

Per te 5 % di sconto! (come farsela scappare?)

O qualcuno mi sta giocando brutti scherzi, oppure negli ultimi tempi l’universo dello spam è unanimemente attratto dalla mia mail aziendale. Non c’è altra spiegazione.

Sotto a chi tocca

In famiglia quest’anno abbiamo deciso di festeggiare degnamente la Giornata Mondiale del Malato, nonché, da calendario, Nostra Signora di Lourdes. E visto che un solo giorno ci sembrava riduttivo, abbiamo esteso i festeggiamenti all’intera settimana.

Da domenica scorsa ad oggi, sono caduti sotto la scure di una simpaticissima influenza intestinale, in ordine cronologico: il cuginetto nostro vicino di casa (con qualche strascico per i suoi genitori), la nonna del cuginetto, mia madre, la sottoscritta, mia nonna, mia suocera, e l’altra cuginetta. Il Folletto, per ora (e non parlo troppo forte), ha resistito abbastanza bene, se si esclude un unico episodio di vomitatio domenica pomeriggio che però gli ha permesso di contendere il titolo di untore al cuginetto di cui sopra. Tuttavia, per non sentirsi da meno in questo lazzeretto, stamattina si è svegliato nervoso e con un pianto incontrollabile. Diagnosi del pediatra: un principio di otite, da tenere sotto osservazione, pronti ad intervenire con antibiotico se non dovesse risolversi nelle prossime 48 ore. E stasera è salita pure la febbre.

I pochi superstiti si guardano con terrore, domandosi chi sarà il prossimo.

Galateo da ascensore

Questo post potrebbe tranquillamente intitolarsi “L’arte di attaccare bottone”
Lunedì pomeriggio, interno ospedale. Con i colleghi decidiamo di andare a supervisionare i nuovi uffici, per decidere la sistemazione delle scrivanie (leggasi, un tripudio di “Io mi metto là, così la Iena – alias la responsabile – non può arrivarmi alle spalle”) sperando che qualcun altro non abbia già deciso per noi (la democrazia impera in questo ufficio, sì sì).
Saliamo in ascensore, e con noi si infila una vecchietta. L’ascensore è già occupato da una signora bionda, di mezza età, con una borsa da cui tracimano carte varie. La vecchietta la fissa e, senza mezzi termini, irrompe con:

Vecchietta: “Ma che bella borsa! E quante cose…deve essere pesante!”
Signora Bionda: “Eh sì… abbastanza”
V. “Ah, ma è una studentessa?”
S.B. “No, informatore scientifico”
V. “E che bei capelli… ma… signora o signorina?”
S.B. “signor…” (non fa in tempo a chiudere)
V. “ma che bella ragazza! Ma Lei lavora all’USSSSL?” (con 4 S di rinforzo, che non si sa mai..)

Nel frattempo, l’ascensore arriva al piano e entrambe scendono, continuando l’amabile conversazione, lasciandoci soli con i nostri pensieri. La bionda informatrice scientifica non sembra minimamente turbata dalla raffica di domande, e dalla naturalezza con cui sono poste. Tutto questo avveniva nel lasso di tempo tra il piano 0 e il piano 2… se dovessimo quantificare, chessò… 60 secondi a farla grande? °____°
C’è da imparare, non c’è che dire…

In nomen omen (sottotitolo: Le vite degli altri)

Sabato mattina, il consorte riceve un sms… “Toh, è nato il figlio di M… l’ha chiamato Giacomo!”
Ma ddaii” rispondo io “pensa che non sapevo neanche che fosse incinta!
M. è l’ex di mio marito, una che, per intenderci, ci ha messo quasi 3 anni a rendersi conto che la loro storia era finita. Un’ombra che ha pesato sul nostro passato e che ha rischiato di compromettere il nostro futuro. Una che giocava a fare l’amica senza fare gran mistero delle sue mire di riconquista (perché, cara gattamorta, certi intenti sono fin troppo chiari quando gli “Oh, che bello! Come sono felice per voi!” suonano falsi come un Picasso Made in China)… una che avrebbe venduto l’anima al diavolo per essere al mio posto. Una Sopra-le- Righe, la definisce mio marito. Una Inopportuna, la definisco io.
Ecco, questa persona partorisce e come ti va a chiamare il pargolo? Proprio con lo stesso nome di nostro figlio. Mi chiedo se il suo compagno sa di questa curiosa coincidenza. Bah.

Ora…

LO SO che potrebbe essere un caso,
LO SO che si tratta di un nome evergreen, classico senza essere scontato,
LO SO che, per quanto ne so io, è il nome dei suoi sogni, quello che con cui ha chiamato il suo primo bambolotto, quello scritto sui diari adolescenziali “Quando avrò un figlio, lo chiamerò così”,
LO SO che potrebbe essere il nome del suo adorato nonno, recentemente scomparso,
LO SO che sto interpretando le intenzioni, e non sta bene,
LO SO che questo post è una nota stonata, nel giorno della solidarietà femminile.

RAZIONALMENTE SO TUTTO QUESTO
PERO’
Visto il personaggio, io continuo a trovarla una scelta di pessimo gusto.

A questo bimbo piccino picciò, auguro solo, con tutto il cuore, di non essere figlio dell’emulazione (e scusate la cattiveria).

Flagello autunnale

Lancio un appello disperato, sperando che qualcuno sappia risolvere questo nodo gordiano, questo quesito che tormenta le mie giornate autunnali,… che so, un lontano parente di Piero e Alberto Angela, oppure un etologo, un veterinario o, semplicemente, una persona più informata di me sul meravigliuoso mondo degli animali.

Insomma, qualche anima pia mi sa spiegare a che cavolo servono i CIMICI? Qual è l’utilità di questi orrendi e tozzi insetti per l’ecosistema? Cosa fanno oltre a infrattarsi nei miei serramenti, per morire schiacciati tutte le sere quando la sottoscritta chiude i balconi, emanando quel simpatico olezzo così caratteristico della specie? Avranno altra funzione che esuli dall’infilarsi nel bucato steso al sole, costringendomi, prima di ritirare la biancheria ad un’opera di bonifica che manco CSI?

Io li odio. Davvero, anche se in fondo sono innocui. Mi infastidiscono nel profondo, e rovinano quella che per me è la stagione più bella. Se potessi sterminare l’intera specie non esiterei un istante. Mia madre ha pensato bene di comprarmi un insetticida che, spruzzato su porte, finestre, tende e anfratti vari, promette di allontanare le orride bestiole per 2-3 settimane. Solo che, leggendo le varie controindicazioni, sembra trattarsi di un prodotto altamente inquinante, soprattutto per gli ecosistemi acquatici.

Ora, trovatemi una e una sola ragione per cui non dovrei liberarmi dal flagello volante e puzzolente. Convincetemi che i cimici non sono gli esseri inutili che credo, che hanno un ruolo in natura, e che la loro scomparsa minerebbe i delicati e a tratti incomprensibili equilibri della fauna. Fatelo per il bene di mari e fiumi.

Certezze incrollabili

Quando fai rifornimento al mattino, stai pur certo che al pomeriggio il gestore avrà ritoccato i prezzi…al ribasso.

Il pesto non è pesto senza l’aglio, nella carbonara non ci va la panna e gli spaghetti o si mangiano interi o si cambia formato di pasta.

La mamma dei cretini è sempre incinta, ecco perché c’è sempre in giro un incivile che gioca al creativo con la chiave sulla carrozzeria di una macchina altrui.

Quando arriva questa data è ormai tempo di vendemmia… e di carri d’uva che bloccano il traffico per raggiungere la cantina, mettendo a dura prova la tua pazienza.

Il giorno del tuo compleanno, stai pur certo che qualcuno ti manda un messaggio di auguri a mezzanotte…. così, per il gusto di essere il primo, anche se sa che probabilmente lo leggerai la mattina.

E allora, quando senti questo e molto altro affetto intorno a te, del resto che ti importa? 🙂


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